Il gomito del tennista: cause, sintomi e prevenzione

Published on 18/06/2018

Il gomito del tennista o l’epicondilite laterale 

Il gomito del tennista: cos'è?

È la patologia più comune fra i tennisti, ma si può riscontrare anche nei giocatori di golf, negli schermitori, nei lanciatori, come negli operai che si ritrovano a lavorare tutto il giorno con un martello pneumatico. Stiamo parlando dell’epicondilite omerale, molto più conosciuta con il nome di "gomito del tennista". L’epicondilite è un’affezione dei muscoli estensori del polso alla loro origine sull’epicondilo laterale.

Sede delle principali alterazioni patologiche è l’origine aponeurotica dell’estensore breve radiale del carpo (ERBC). Si possono riscontrare alterazioni anche nelle strutture muscolotendinee dell’estensore radiale lungo del carpo e dell’estensore comune delle dita. Il sovraccarico o traumi ripetitivi in quest’area provocano fibrosi o microrotture dei tessuti interessati.

Quali sono le cause della comparsa del gomito del tennista?

La maggior parte dei pazienti con epicondilite laterale ha un’età compresa tra 30 e 55 anni e la quasi totalità di chi manifesta un quadro patologico ha muscoli poco efficienti. Il 95% dei soggetti con gomito del tennista non è rappresentato da giocatori di tennis, mentre una componente tra il 10 e il 50 per cento dei giocatori regolari di tennis presenta sintomatologie di vario grado riconducibili all’epicondilite laterale, in diversi momenti della vita agonistica.

La causa più frequente di epicondilite laterale nei giocatori di tennis è da ricercare nell’errata preparazione meccanica e muscolare del colpo del rovescio. Altri fattori comprendono una scorretta impugnatura, un cattivo ammortizzamento da parte della racchetta e muscoli deboli della spalla, del gomito e del polso. Le impugnature della racchetta troppo piccole e non personalizzate esacerbano o possono causare il gomito del tennista.

Molti soggetti, anche non tennisti, riferiscono sintomatologie acute, in relazione alla pratica di attività ripetitive di flessione e estensione del gomito o iperattività di pronazione o supinazione e sovraccarico: per esempio lavorare con un cacciavite, alzare bagagli pesanti in pronazione. Afferrare con forza e trasportare una borsa pesante è una causa molto frequente. Rastrellare foglie, praticare il baseball, il golf, il bowling e compiere alcune attività di giardinaggio possono essere origine di sintomatologie di vario grado nell’epicondilo laterale.

Quali sono i sintomi del gomito del tennista?

Il soggetto colpito da tale patologia infiammatoria ha, in genere, una dolorabilità puntuale sull’origine dell’estensore radiale breve del carpo nell’epicondilo laterale. Il dolore del soggetto è spesso localizzato dall’estensione del polso contro resistenza ad avambraccio pronato (palmo verso il basso). In molti soggetti l’estensione del gomito può essere lievemente limitata.

Il test di Mill può essere positivo. In questo test si ha dolore sull’epicondilo laterale quando polso e le dita sono flessi completamente.
Nel test di Maudsley il soggetto può avvertire dolore nell’estensione contro resistenza del dito medio all’articolazione metacarpo – falangea quando il gomito è completamente esteso.

Il gomito del tennista: come intervenire?

Nei soggetti che non praticano attività sportive che sollecitano direttamente l’articolazione del gomito, il miglioramento si ottiene con la sospensione forzata delle attività dolorose. La crioterapia e l’impiego di FANS possono ridurre l’infiammazione, a patto che tutte le attività che esacerbano il dolore siano sospese. I movimenti di pronazione e di supinazione, spesso abbinati al sollevamento di carichi pesanti, devono essere eliminati o almeno fortemente limitati. Il soggetto deve evitare prese vigorose in pronazione (con il palmo rivolto verso il basso).

I FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) in alcuni soggetti sono controindicati. Il soggetto deve scegliere inibitori della cicloossigenasi 2 (celecoxib) oppure, nel caso di fastidi gastrici dato il rischio di gastrolesività delle mucose dello stomaco apportata da alcuni FANS, può scegliere di impiegare l’ibuprofene. La crioterapia (l’impiego del ghiaccio) a cicli di impacchi umidi per 10 minuti da ripetersi per 4 volte al dì, può essere un sollievo nel tentativo di ridurre l’infiammazione. Alcuni soggetti riescono ad esercitare molte attività che in genere comportano fastidi, impiegando un tutore ortopedico di controforza per il gomito.

Tale strumento deve essere impiegato esclusivamente nel corso di attività sportive o durante lo svolgimento di attività che esaltano il dolore. Il tutore di controforza è una fascetta sistemata due dita distalmente dall’epicondilo laterale: dovrebbe agire determinando una sollecitazione sulla fascetta, riducendo il dolore all’inserzione prossimale sull’epicondilo laterale. Si riscontrano inoltre anche buoni risultati con le iniezioni di cortisone. Il soggetto non dovrebbe effettuare più di tre iniezioni all'anno per evitare una possibile rottura del tendine. Molti soggetti hanno manifestato infine un certo sollievo con la pratica di esercizi per il ROM dell’articolazione e per favorire l’aumento della mobilità articolare.

Il gomito del tennista: esercizi con la correzione della meccanica del gesto

La causa più frequente di epicondilite laterale nella categoria dei tennisti amatoriali è strettamente determinata da una cattiva qualità nell’esecuzione del gesto del rovescio. Il rovescio ritardato, per i giocatori che colpiscono ad una mano, provoca sollecitazioni marcate sulla massa estensoria del gomito. Si osserva difatti un marcato anticipo con l’avambraccio. Il gesto non è fluido. Il gomito si estende con pesantezza e rigidità.

Nella posizione corretta, l’arto colpisce la palla con anticipo, davanti al corpo, e viene elevato ed esteso nell'accompagnamento finale del colpo. I tennisti possono ridurre la tensione delle corde della racchetta, modificare l’ampiezza dell’impugnatura, ricorrendo ad una presa più ampia ed impiegare una racchetta più flessibile.
Nella letteratura specializzata nella rieducazione sportiva specifica, è utile menzionare la tecnica di Nirschl per la corretta ampiezza della presa.

Il gomito del tennista: cause, sintomi e prevenzione

Il gomito del tennista: esercizi di rinforzo

Quando il soggetto ha risolto la fase infiammatoria, con almeno due settimane di totale assenza di dolore, durante le attività quotidiane, può cautamente iniziare gli esercizi di rinforzo. La comparsa di sintomatologie dolorose modifica la progressione degli esercizi. Occorre infatti adottare un livello più basso d’intensità e ricorrere alle applicazioni di ghiaccio se compare dolore.

Le esercitazioni idonee al rinforzo attivano la muscolatura flessoria ed estensoria dell’avambraccio:

  • Movimenti attivi del polso: sono utili esercizi che mobilizzano il polso e l’avambraccio. Il soggetto a gomito disteso impugna la racchetta. Estende il polso in posizione neutra, portando la racchetta in posizione parallela rispetto al suolo. Mantiene la posizione e ritorna alla fase di partenza. L’esecuzione è lenta e controllata.Il soggetto impugna la racchetta a gomito disteso. L’impugnatura è neutra e la racchetta è perpendicolare al suolo. Il soggetto compie una supinazione dell’avambraccio, portando la racchetta con il piatto corde parallelo al suolo. Mantiene la posizione per pochi secondi. In seguito compie un arco di 180 gradi, torna in posizione neutra e prona l’avambraccio. L’esecuzione è lenta e controllata;

  • Esercizi di rinforzo del polso e dell’avambraccio: queste esercitazioni, da svolgersi in totale assenza di dolore, favoriscono il corretto trofismo della muscolatura dell’avambraccio e del gomito. Il soggetto, a gomito disteso, impugna una pallina da tennis. Per esercitare una corretta e sinergica attivazione delle strutture muscolari, è utile schiacciare ripetutamente la pallina, alternando fasi di contrazione a fasi di rilassamento. Per favorire un corretto e graduale aumento della forza della muscolatura di sostegno del polso e del gomito, il soggetto può impiegare elastici in lattice di resistenza graduale e modulata.

Il terapista scrupoloso è in grado di favorire un approccio graduale al carico, per il soggetto che presenta tale disturbo. Normalmente dunque si tende ad affrontare la patologia in 3 fasi distinte:

  1. La fase iniziale è orientata alla cessazione di ogni infiammazione ed è preparatoria alla seconda fase;
  2. La seconda fase garantisce il recupero della forza e della resistenza. In tale stadio, si possono verificare eventuali sintomatologie acute di reazione;
  3. La terza fase include una rieducazione funzionale gesto – specifica che lo scopo di riportare il soggetto all’attività praticata. Questo protocollo è modulato sulla gravità dei sintomi iniziali e può essere modificato in relazione all’esame obiettivo svolto all’inizio del trattamento.

Nei rari casi in cui le sintomatologie acute persistano, nonostante il trattamento conservativo mirato e progressivo, è indicata la soluzione chirurgica.

Il gomito del tennista: cause, sintomi e prevenzione

Il gomito del tennista: la prevenzione

Una buona muscolatura a livello del braccio e dell'avambraccio aiuta a stabilizzare l'articolazione del gomito e riduce il rischio di epicondilite. Gli esercizi che vi proponiamo richiedono l'utilizzo di semplici attrezzi (palle da tennis, racchette da tennis e una comunissima coppia di manubri), devono essere eseguiti in serie (ad esempio: 3 serie di 10-15 ripetizioni per esercizio) con un recupero di 2-3 minuti tra ogni serie. Gli esercizi devono essere effettuati con entrambe le braccia, effettuando sempre prima un breve riscaldamento.

Esercizio n°1: Impugnate una palla da tennis in ciascuna mano e stringete con forza più volte di seguito;

Esercizio n°2: In posizione eretta, piedi uniti, braccio destro avanti, impugnate una racchetta all’estremità del manico ed eseguite dei giri esterni, in senso orario e antiorario;

Esercizio n°3: In piedi, impugnate un manubrio di 1 – 2 kg e flettete il gomito a 90°, in modo da avere l'avambraccio parallelo al terreno. Pronate (palma della mano rivolta verso il basso) e supinate (palma della mano rivolta verso l’alto) l'avambraccio tenendo il braccio aderente al tronco;

Esercizio n°4: in piedi con il braccio disteso verso il basso e l'avambraccio supinato, cioè con la palma della mano che impugna il manubrio rivolta in avanti. Flettete ed estendete l'avambraccio tenendo il braccio aderente al tronco;

Esercizio n°5: come l’esercizio precedente, ma con l’avambraccio pronato, cioè con il dorso della mano che impugna il manubrio rivolto in avanti;

Esercizio n°6: in piedi con le gambe divaricate e la mano che impugna saldamente il manubrio. Tenendo il braccio aderente al tronco eseguire delle circonduzioni con l'avambraccio in senso orario e antiorario.

Il gomito del tennista: tutore ortopedico

Vi sono diversi tipi di tutori ortopedici per epicondilite che possono aiutare il soggetto anche e soprattutto nella attività sportiva, tra cui:

Bendaggio per epicondilite a due fasi

Episystem è l'innovativo trattamento in caso di epicondilite dovuta sia ad attività fisico sportive che lavorative. Il protocollo è composto da 2 fasi:

  1. Pressione durante l'attività sportiva: Tramite un pressore in materiale antiscivolo (rimovibile) il cinturino esercita una pressione sui muscoli estensori del polso, andando a scaricare l'inserzione del tendine infiammato;
  2. Freddo subito dopo l'attività: L'applicazione del ghiaccio dopo l'attività fisica contribuisce a ridurre l'edema, l'infiammazione e quindi la dolorabilità

Bracciale per epicondilite con polsiera

Bracciale per epicondilite con pressore di frizione laterale-mediale zigrinato, con polsiera e cuscinetto COLD/HOT PAD

I bracciali normalmente utilizzati nel trattamento per epicondilite, sono elementi importanti nel trattamento della stessa patologia. La vita quotidiana e la sperimentazione clinica, ci hanno dimostrato però che anche il sotegno e la stabilizzazione del polso è altrettanto importante. Da qui nasce l'idea di combinare l'azione del bracciale per epicondite a quella di una polsiera. COLD/HOT PAD, completa inoltre l'efficacia di un trattamento, che diventa allo stesso tempo, protettivo e preventivo.

Tutore per epicondilite

Tutore per epicondilite con sistema di regolazione telescopico PHY FSP

Caratteristiche:

  • Struttura in poliuretano: mantiene inalterate nel tempo forma, performance e compressione;
  • Sistema di regolazione telescopico: il suo sistema di regolazione telescopico, dotato di una serie di tacche predefinite, permette di adattare il tutore in modo preciso e ottimale alle varie conformazioni anatomiche del paziente. Una volta regolato è possibile ritagliare il materiale in eccesso evitando accumuli ingombranti. Effettuata la prima regolazione, per indossarlo successivamente sarà sufficiente utilizzare il cinturino anteriore a velcro;
  • Compressione costante sul tendine: il cinturino anteriore di regolazione è dotato di un elemento elastico che segue con efficacia le variazioni di volume muscolare del paziente, ottimo per lo sportivo;
  • Comfort e resistenza: rivestimento interno morbido, traspirante, senza cuciture, resistente all’usura e ai lavaggi;
  • Compressione su misura: dotato di doppio cuscinetto pressore in materiale a densità controllata, posizionabile su un’ampia superficie a velcro e quindi maggiormente adattabile alle varie conformazioni anatomiche.

Dr. Gibaud bracciale epicondilite Tennis

Caratteristiche:

  • È dotato di uno speciale cuscinetto visco-elastico ad azione compressiva antalgica.

FGP Tutore per epicondilite e epitrocleite

STRUTTURA

  • Parte interna in monospugna per garantire stabilità e comfort;
  • Particolare effetto 3D interno per un’azione massaggiante;
  • Parte esterna in vellutino grippante per la massima adattabilità

PRESSORE

  • Cuscinetto pressore orientabile in silicone ricoperto in morbido tessuto, agganciato con sistema grippante.

CHIUSURA

  • A strappo con sistema di tensionamento facilitato grazie alle tacche numerate di riferimento;
  • Presenza di un elemento elastico a livello del passante di chiusura per evitare effetto laccio.

INDICAZIONI

  • Epicondiliti;
  • Epitrocleiti.

MISURE

  • Taglia unica ambidestra

COLORI

  • Disponibile in 4 colori: fucsia, lime, azzurro e grigio

Fascia in tessuto per epicondilite e epitrocleite

Fascia per epicondilite in tessuto made in FGP con cuscinetto pressore pneumatico e chiusura con regolazione a Velcro.

Indicazioni:

  • Epicondiliti;
  • Epitrocleiti.

Misure:

  • Taglia unica - ambidestra.

Prodotti correlati