La stabilizzazione del rachide nello sportivo

Published on 13/11/2017

L’organismo umano è predisposto per l’attività, non per il riposo. Il movimento è la sua priorità fondamentale e viene attuato mediante l’ azione dei muscoli.
Gli antichi Greci e Romani, assegnavano allo sport un posto di rilevante importanza nel vivere sociale; oggi possiamo dire che sport significa vita, espressione, azione dell’ essere uomo.
Sport è divertimento, hobby, competitività, specializzazione sempre più accentuata, tendente all’ acquisizione di una tecnica specifica in branche di attività sempre più ristrette. Lo sport ha una notevole influenza su:

  • sistema nervoso centrale: allenta le tensioni di base e rende più appetibile un lavoro, quello chinesiterapico, che, a lungo andare, è stancante, noioso, stressante;

  • sistema locomotore: migliora l’ escursione articolare, il trofismo muscolare, la rigenerazione cellulare, l’ elasticità e la potenza dei legamenti. Ne consegue un notevole rallentamento dell’ invecchiamento osseo e cartilagineo, mentre migliora lo stato articolare prevenendo usure e danni quali artropatie, discopatie e rachialgie.

  • sistema cardiaco: provoca un irrobustimento del muscolo cardiaco;

  • sistema respiratorio, specie se si è particolarmente curata una corretta azione respiratoria, noteremo un miglioramento del volume respiratorio ed un incremento delle zone di scambio osmotico;

  • stato generale: intervenendo sulle grandi funzioni vitali, lo sport permette un miglior equilibrio fisiologico ed influenza i rapporti basali sonno-veglia;

  • sulla sfera socia-affettiva: permette una perfetta interiorizzazione del rapporto con l’ambiente e con gli altri che si esteriorizza in una migliore partecipazione alla vita collettiva.


Cenni di anatomia:

La colonna vertebrale, detta anche rachide, è costruita dalla sovrapposizione di piccole ossa, le vertebre . Il numero delle vertebre che costituiscono la colonna può essere 33 o 34; di questi sono D7 cervicali, 12 dorsali,5 lombari, 5 sacrali (che formano l’osso sacro),4-5 coccigee (che formano il coccige).

Fig 1


                                                             

Vista posteriormente la colonna appare DIRITTA mentre, vista di profilo, presenta 4 CURVE FISIOLOGICHE:
 - lordosi cervicale
 - cifosi dorsale
 - lordosi lombare
 - curva sacrale

La funzione primaria è quella di sopportare ed ammortizzare le sollecitazioni in compressione dovute alla forza di gravità.

Fig 2



 

Le funzioni fondamentali del rachide sono:

  • sostenere come un vero pilastro il nostro organismo;

  • proteggere il midollo spinale (che passa nel canale vertebrale). La sovrapposizione delle vertebre forma infatti un canale chiuso in cui è contenuto il midollo spinale, un’importante struttura nervosa da cui partono i nervi che raggiungono i diversi organi del nostro corpo tra cui gli arti superiori ed inferiori. Interposti tra una vertebra e l’altra ci sono i dischi intervertebrali, una struttura composta da una sostanza fluido-elastica costituita da una parte centrale detta nucleo polposo che è circondato da un anello fibroso che lo mantiene al suo interno. I dischi intervertebrali rendono possibili i movimenti tra le vertebre e sono capaci di assorbire gli urti e le pressioni a cui è sottoposta la colonna vertebrale. Fig 3


 








La stabilizzazione muscolare del rachide:

La maggior parte delle volte il mal di schiena regredisce spontaneamente, poiché le cause spesso non sono gravi, ma la sintomatologia dolorosa è dovuta al mantenimento di posture scorrette o a sforzi eccessivi.

Per evitare l’instaurarsi di una lombalgia è necessario:
- mantenere le curve fisiologiche della colonna;
- scegliere posizioni e movimenti che provocano minore pressione sui dischi intervertebrali;
- muoverci in maniera corretta.

E’ bene precisare che il disturbo della schiena riscontrato in giovani sportivi è differente da quello individuato negli adulti. L’incidenza di lombalgia negli adolescenti è aumentato con l’età ed i ragazzi sono preferiti rispetto alle ragazze.
Il gesto atletico nelle attività sportive che impegnano la colonna vertebrale scarica sulle strutture del rachide diversi tipi di sollecitazioni: forze in compressione, forse in torsione, forse in tensione e taglio; queste forze  possono essere effettuate in modo dinamico, provocando una patologia di tipo acuto, oppure in modo ciclico determinando una patologia di tipo cronico.
Le forze in compressione vengono prevalentemente scaricate nella sezione anteriore della colonna vertebrale, e più precisamente sui corpi vertebrali e sui dischi intervertebrali.
Le forze in torsione vengono assorbite sia dalla sezione anteriore sia da quella posteriore della colonna vertebrale, in modo particolare dalle faccette articolari.
Le forze in tensione e taglio sono le forze prodotte dai movimenti di flesso estensione e di inclinazione laterale della colonna vertebrale e che operano principalmente a livello della sezione posteriore del rachide. Le tre sedi vertebrali sono pertanto il disco intervertebrale , le articolazioni interapofisarie e gli istmi; sono comunque da comprendere anche i tessuti molli paravertebrali (legamenti, capsule articolari e muscoli).
La sintomatologia si manifesta o all’ improvviso oppure gradualmente. Il gesto atletico responsabile del sovraccarico funzionale e delle conseguenti azioni meccanotraumatiche è da ricercare nella ripetizione  di movimenti specifici attuati con elevati intensità e per lunghi tempi. I movimenti atletici che provocano il sovraccarico nella colonna vertebrale sono principalmente responsabili delle fastidiose future algie vertebrali.(Nei fondisti, per esempio, è frequente il dolore lombosacrale , che può provocare una sindrome da compressione discale e relativa sciatica).
Lo sportivo che presenta un’algia acuta per prima cosa deve abbandonare il terreno di gara e dedicarsi unicamente al riposo, cui necessariamente deve far seguito un trattamento chinesiologico consistente in un lavoro di stabilizzazione del rachide.
L’ allenamento alla stabilizzazione non deve essere considerato un programma di esercizi, ma un comportamento atletico che, per essere appreso, si serve di esercizi e di tecniche specifiche. Bisogna adattare e fare apprendere una tecnica del gesto atletico modificata, idonea a proteggere la schiena che, nella maggior parte dei casi, aumentando l’ efficienza e la potenza del movimento, migliorerà anche il rendimento dello sportivo.
La stabilizzazione del tronco, è definita come un potenziamento dei muscoli addominali, con la creazione di un corsetto addominale. La parte più importante  è far si che l’atleta assuma e mantenga una posizione neutra ed equilibrata del rachide mentre esegue gesti atletici attivi. La modifica delle meccaniche corporee  comporta di piegarsi a livello delle anche , anziché a livello del rachide, e di bloccare i movimenti che comportano un eccesiva lordosi e rotazione lombare; gli sportivi che si adattano a queste nuove meccaniche molto velocemente prevengono la maggior parte dei problemi.

La stabilizzazione effettuata in uno sport non è automaticamente applicabile ad altri sport, la riabilitazione comporta:
- la conoscenza  psicologica del soggetto e l’adeguamento alle circostanze particolari in cui si trova a causa della sua patologia;
- la conoscenza delle tecniche specifiche dello sport praticato dal soggetto;
- la conoscenza della patologia da trattare.

I principi basilari nell’allenamento alla stabilizzazione degli atleti sono:
- mantenere la stabilizzazione in tutte le attività della vita quotidiana;
- adattarsi ai tempi e alla capacità dell’atleta;
- utilizzare i periodi di riposo;
- impiegare esperti dello sport praticato e delle meccaniche corporee vertebrali;
- ricordare che i problemi spinali sono diversi dagli altri infortuni.

Il lavoro inizia con la stabilizzazione posturale e prosegue col coinvolgimento del controllo della funzione lombopelvica durante le attività della vita quotidiana; ciò permetterà, in mancanza di coinvolgimento a stress della schiena, il miglioramento della forza e della resistenza; il dolore prodotto dagli esercizi è l’avvertimento dell’attiva partecipazione del soggetto. Il lavoro viene indirizzato alle principali carenze funzionali relative a forza (resistenza), mobilità (coordinazione) e controllo motorio (equilibrio).
Gli esercizi di stabilizzazione posturale iniziano con l’individuazione di un campo di variazione funzionale, specialmente del movimento lombopelvico, cioè il range di movimento adeguato al compito in questione; la valutazione della patologia, delle carenze funzionali e l’identificazione del range di allenamento sicuro sono d’importanza primaria nel lavoro fisico efficace per l’atleta con algia.

La stabilizzazione funzionale consente di ottenere il ripristino della forma muscolare, senza aggravare i sintomi presenti, ed esercita la parte carente e debole con l’intensità necessaria per raggiungere un allenamento efficace. Il programma di stabilizzazione funzionale inizia con l’individuazione del range funzionale all’interno del quale l’allenamento possa essere eseguito in maniera corretta e dal punto di vista biomeccanico e indolore.

Si può iniziare con esercizi senza carico, in quadrupedia, per non causare danni; per la stabilizzazione si eseguono dapprima esercizi isometrici con la retroversione del bacino; si eseguono indi esercizi di torsione del tronco per il controllo lombopelvico, attivando i flessori delle anche. In questo lavoro sono compresi gli esercizi base(rilassamento,respirazione, antiversione e retroversione del bacino, ponte in decubito supino su una e due gambe, rotazioni del tronco a terra e in quadrupedia, potenziamento degli addominali a terra, esercizi in posizione supina sul pallone psicomotorio con piedi a terra).

Esempio:
 

Il cardine per prevenire recidive consiste nell’apprendere a stabilizzare la schiena ed acquisire automaticamente l’autocontrollo personale. Lo scopo principale di questo programma è di riportare in forma i principali muscoli stabilizzatori del rachide attraverso l’incremento della forza e della resistenza. Mentre si eseguono gli esercizi di stabilizzazione , si identificano con precisione le limitazioni strutturali alle quali si può rimediare con tecniche di stretching.

Molti sportivi affetti da dolore cronico temono che l’esercizio farà aumentare loro il dolore: l’allenamento di una certa zona richiede la definizione  di un range di movimento, con lo scopo di identificare un range all’interno del quale si possono eseguire esercizi senza scatenare sintomi. Quando si determina il range di assenza di dolore questo, denominato range funzionale, deve essere adoperato nella progressione degli esercizi. Per diminuire il carico, gli esercizi si possono eseguire in acqua.

Quindi i concetti fondamentali relativi alla stabilizzazione sono cosi definiti:
- range funzionale :movimento stabile, privo di dolore e appropriato al compito;
- preposizionamento passivo: usare la posizione del corpo e supporti per collocare le articolazioni all’interno del range funzionale;
- preposizionamento attivo: lo sportivo pone attivamente la propria articolazione lombopelvica nel range funzionale e mantiene la posizione isometrica durante l’esecuzione degli esercizi;
- stabilizzazione dinamica;
- facilitazione;
- superficie labili;
- compiti funzionali: compiti che si eseguono nel corso delle normali attività quotidiane di lavoro.

L’esecuzione di questi compiti con stabilità e coordinazioni è l’obiettivo finale degli esercizi terapeutici.

Di seguito presentiamo una lista dei migliori lombostati che in presenza di lombalgie, possono aiutare a stabilizzare la schiena anche nel corso di attività sportive:

Busto steccato Pro Action FGP

Pro Action è il nuovo corsetto, indicato nella prevenzione e nel trattamento efficace delle patologie del tratto lombo-sacrale. Innovativo fin dall’applicazione, grazie a un sistema di chiusura e regolazione in velcro, permette una vestibilità ottimale e una maggiore adattabilità a ciascuna conformazione fisica.

Com'é fatto?

Il particolare design è realizzato con un innovativo tessuto elastico che, grazie alla tramatura, risulta altamente traspirante. Il sistema a fasce incrociate assicura giusto sostegno ed efficace compressione, con una benefica “spinta” che scarica perfettamente il tratto lombo-sacrale, favorendo la distrazione vertebrale e alleviando il dolore e l’infiammazione.

Grazie a 4 stecche flessibili nella zona lombare, Pro Action è in grado di assicurare sostegno, libertà di movimento e massimo comfort del paziente.

CORSETTO LOMBARE GLAM FGP

A tutte le “lei” che cercano un supporto per la zona lombare, la ricerca FGP dedica un corsetto dalla grande vestibilità ed eleganza, in tessuto leggero e traspirante, con un raffinato gioco cromatico nella tramatura. Un tocco speciale per un benessere quotidiano tutto al femminile.

Design innovativo:
Una nuova trama in esclusiva per FGP per un tocco glamour. Il tessuto è disponibile in due opzioni cromatiche (nero/nero, nero/skin).

4 stecche in acciaio:
presagomate per l’arco lombare femminile, per un sostegno ottimale.

Ridotta patella anteriore di chiusura:
sistema di chiusura velcrato comodo e sicuro e dalle dimensioni contenute.

Conformazione femminile:
design adattato alla silhouette della donna nella parte di curvatura della regione lombare.

Tessuto leggero ed elastico:
con un fattore di elasticità che dura nel tempo e una trama traforata per una traspirazione eccellente.

• Tessuto traforato, traspirante ad alta elasticità.
• Design sagomato che aderisce sulla silhouette femminile valorizzandola.
• 4 stecche posteriori in acciaio presagomato e automodellante, per un sostegno e sollievo della zona lombare.

Indicazioni: 

• Lombalgie
• Sciatalgie
• Discopatie

LOMBOSTATO STECCATO LOMBAX 

Lombostato steccato provvisto di cinture di sostegno lombare/dorso-lombare rinforzate con 4 stecche di rinforzo lombare/addominale con tessuto elastico forte e aerato. Tessuto elastico per una forte contenzione. Altezza in tutte le misure: 26 cm. Sistema di chiusura in due parti. 2 passamano per una migliore vestibilità. Maggiore comfort grazie alla maglia 3D.

Indicazioni d'uso:

  • Ernia con dolore toracico

  • Sostegno iniziale nelle lombalgie e sciatalgie acute o croniche

  • Prevenzione nelle sciatalgie (sforzo, difetto posturale)

  • Sostegno lombare post-intervento